Gli strigoli, comunemente chiamati anche silene (Silene vulgaris), sono tra le erbe spontanee commestibili più buone e consumate in tutta Italia, in modo particolare in Romagna. In italiano sono chiamati anche stridoli, erba del cucco, carletti, ecc.., e numerosi sono i termini dialettali. In Brianza e nel Triangolo Lariano vengono chiamati cornaggit, verzitt, erbett, salisett, ecc.. La silene è una erbetta dal gusto delicato (tra quello del pisello e quello della verza), di facile reperibilità, riconoscibile per le sue foglie di color verde glauco. È usata da sempre, sia cotta che cruda, nella cucina popolare per preparare: frittate, pastasciutte, minestre, zuppe, ripieni per pasta fresca e naturalmente risotti. E’ ricca di vitamine, carboidrati e sali minerali e svolge pure una leggera azione lassativa. Ovviamente una erbetta dalle tante virtù e dal sapore così delicato non poteva che essere tra le mie preferite! Ho imparato a riconoscerla e gustarla dalla più tenera età e continuo ad apprezzarla, ora come allora. Mi piacciono molto i risotti e quello con gli strigoli che cucino oggi è un piatto semplice ed economico e per il suo sapore delicato risulta senz’altro gradito anche a chi non si aspetta di gustare un risotto cucinato con una erba spontanea.

Ingredienti  (per 4 persone)

 

Ingredienti:

  • 300 g di riso vialone nano;
  • uno scalogno oppure una cipolla;
  • 100 g circa di germogli di strigoli;
  • 1 l di brodo preferibilmente vegetale;
  • una noce di burro;
  • olio evo q. b.;
  • sale e pepe q. b..

Pulite con attenzione, lavate e asciugate i germogli degli strigoli. Tagliuzzateli leggermente e fateli stufare in un tegame con lo scalogno affettato sottilmente e un poco di olio. Aggiungete il riso e fatelo tostare per bene. Per questo risotto utilizzo il riso vialone nano (quello che usava mia nonna) perché mi pare che si armonizzi meglio con questa erba. Volendo è possibile sfumare con mezzo bicchiere di vino bianco secco. Regolate di sale e di pepe. Aggiungete di tanto in tanto il brodo bollente e portate a cottura il risotto. Fatelo mantecare con la solita noce di burro, possibilmente ben freddo per assicurare una migliore mantecatura, e però servite il risotto ben caldo.
Alcune persone aggiungono alla fine parmigiano oppure pecorino, caciotta, formaggio tipo montasio, ricotta fresca, ecc., oppure insaporiscono con prezzemolo. Personalmente non aggiungo nessun formaggio per non coprire il gusto particolare degli strigoli ma ad esempio mia nonna prima e mia mamma poi, aggiungono invece una generosa quantità di parmigiano quando mantecano il risotto, quindi lascio al gusto personale l’uso di questo ingrediente.

Fonte: Il selvatico in cucina

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