Il mais appartiene alla famiglia delle Graminaceae e producono semi ricchi di amido e di fibre e non contiene glutine. Il mais rientra a pieno titolo tra i cereali.
Esistono varietà di mais più ricche di zuccheri semplici che vengono chiamate “mais dolce”. Le piccole spighe di mais (che vengono erroneamente chiamate pannocchie) possono essere consumate anche crude in quanto è sufficientemente digeribile.  E’ una fonte alimentare primaria per l’essere umano.
Il mais è utilizzato in alimentazione sia come alimento come tale sia come ingrediente. 100 grammi di mais forniscono circa 350 calorie di energia.
I chicchi ancora sulla spiga vengono consumati lessati o alla griglia. I chicchi sgranati e lessati possono essere serviti in insalata o come contorno.
Il mais, nelle sue varie forme, ha una funzione prevalentemente di primo piatto, di piatto unico o di accompagnamento (contorno o prodotti da forno).

Il consiglio della nutrizionista Cristina Dore:

Dal punto di vista nutrizionale ha una funzione prevalentemente energetica per la preponderanza dei carboidrati rispetto agli altri macro nutrienti. Il Mais è ricco di fibre,  apporta una discreta quantità di ferro, di potassio, di fosforo e acidi grassi essenziali, in particolare l’olio e ricco di vitamina E e di omega 6. Per quanto riguarda il profilo vitaminico è importante sottolineare la carenza di alcune componenti, la meno biodisponibile è la niacina o vitamina B3 o PP. Il consumo quasi esclusivo di questo cereale nelle famiglie povere, determinò nel passato, una patologia nota come Pellagra dovuta proprio alla carenza di questa vitamina. Due grandi assenti in questo cereale sono il colesterolo e il glutine. La mancanza del glutine ne ha fatto un alimento presente nell’alimentazione di persone intolleranti o celiache.