I broccoli possono essere un aiuto nei trattamenti antitumorali

I broccoli possono offrire dei benefici, al di là del loro valore nutritivo. Un composto, il 3,3′-Diindolilmetano (DIM), derivato dalla digestione dell’indolo-3-carbinolo, che si trova nei cavoletti di Bruxelles, apporta dei benefici estremamente positivi nei trattamenti antitumorali, come l’induzione della morte cellulare nel cancro al seno, colon e prostata. I ricercatori stanno iniziando a chiarire il meccanismo alla base di questo comportamento molecolare, informazioni che potrebbero gettare una nuova luce sui trattamenti antitumorali.

In un rapporto pubblicato il 10 dicembre 2021 su PLOS One, i ricercatori dell’Università di Hiroshima sintetizzano la loro scoperta affermando che il DIM innesca anche la morte controllata dell’intera cellula e il riciclo dei componenti cellulari nel lievito di fissione. Resta da vedere se il meccanismo del danno indotto dal DIM viene conservato negli esseri umani, ma l’autore dell’articolo, Masaru Ueno, ha spiegato che il lievito di fissione unicellulare consente un esame più facile del meccanismo molecolare che imita il comportamento in organismi più complessi.

“Abbiamo scoperto che il DIM innesca una nuova attività biologica che danneggia le membrane nucleari nel lievito di fissione”, ha affermato Ueno, professore associato presso l’Hiroshima Research Center for Healthy Aging, Graduate School of Integrated Sciences for Life, Università di Hiroshima.

Le membrane nucleari racchiudono le informazioni genetiche della cellula. Una volta che il materiale genetico viene replicato, l’involucro nucleare, che comprende la membrana interna ed esterna, si divide in due e si separa, dando luogo a due cellule dove una volta ce n’era una.

“L’integrità delle membrane nucleari è importante per la salute umana”, ha affermato Ueno. “Le mutazioni che causano dei difetti nella membrana nucleare accelerano l’invecchiamento. Anche le membrane nucleari si rompono e si riparano durante la migrazione delle cellule tumorali”.

Parte del processo di riparazione della cellula è chiamato autofagia o “auto-alimentazione”. È il percorso di degradazione dei componenti cellulari, in cui la cellula consumerà le sue parti interne per conservare energia e ottimizzare i processi di sostentamento vitale. Ueno ha anche sottolineato che l’autofagia è implicata sia nell’invecchiamento che nelle malattie legate all’età. Se la riparazione non è più un’opzione, le cellule andranno incontro a un processo di morte programmato chiamato apoptosi. Secondo Ueno, molti farmaci antitumorali citotossici agiscono inducendo l’apoptosi, quindi riuscire a controllare il processo, può aiutare a preservare e migliorare la salute umana.

“I nostri risultati suggeriscono che l’involucro nucleare potrebbe essere uno dei primi obiettivi del DIM”, ha affermato l’autore del documento, Parvaneh Emami, laureato presso la Graduate School of Integrated Sciences for Life, Università di Hiroshima.

Questa scoperta si basa su un precedente rapporto di un gruppo tedesco di ricerca, che ha scoperto che un’alta concentrazione di DIM aumenta il ciclo di vita del lievito di fissione. Può sembrare una contraddizione che un composto che induce l’apoptosi possa aumentare il ciclo di vita di un organismo, ma Emami ha spiegato che il DIM sembra indurre tale comportamento solo nelle cellule che si dividono esponenzialmente, come il cancro. Se le cellule tumorali muoiono, l’organismo può vivere più a lungo.

“Recenti studi sull’uomo mostrano che il DIM è un potenziale farmaco antitumorale che agisce mediante l’induzione dell’apoptosi in un’ampia gamma di tipi di cancro, tra cui seno, prostata, gastrico e pancreatico”, ha affermato Ueno. “La ricerca dimostra anche che il DIM induce l’autofagia nelle cellule tumorali. Tuttavia, l’impatto dell’autofagia sulla formazione e progressione del tumore non è ancora completamente conosciuto. La comprensione del meccanismo dell’apoptosi e dell’autofagia da parte del DIM nel lievito di fissione, può essere utile per la ricerca sul cancro nell’uomo e sulla longevità. Pensiamo che lo studio della struttura dell’involucro nucleare potrebbe essere un buon punto di partenza”.

I ricercatori continueranno a studiare il ruolo del DIM nel lievito di fissione.

Fonte FRESPLAZA